1. zgmfd:

    80s cereal boxes

    (via zetterstrom)

  2. text

    "Icardi va in vacanza a Montecarlo e viene accostato al Monaco. Un po’ come se uno andasse a visitare Alcatraz e lo accostassero alla Juve"

    via Lapo de Carlo

  3. text

    The Drunkest Countries in the World, Mapped

  4. text
    Proprio nel momento in cui ti convinci che non possano fare stronzate peggiori di quelle che hanno già fatto, ecco che ti sorprendono: la denuncia al “Gruppo Bilderberg.”
Lo capite? Sono pericolosi, molto pericolosi, anche perché li stiamo pagando per fare queste puttanate - visto che molti di voi li hanno mandati in Parlamento.
Vi invito a leggere i commenti, risate assicurate.

    Proprio nel momento in cui ti convinci che non possano fare stronzate peggiori di quelle che hanno già fatto, ecco che ti sorprendono: la denuncia al “Gruppo Bilderberg.”

    Lo capite? Sono pericolosi, molto pericolosi, anche perché li stiamo pagando per fare queste puttanate - visto che molti di voi li hanno mandati in Parlamento.

    Vi invito a leggere i commenti, risate assicurate.

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    Lo Squalo era un pesciolino rosa - Sport - iltempo

    Ma come si fa a scrivere un articolo del genere, con un titolo così imbarazzante?

  6. text

    35 Genius Travel Tips That Will Change Your Life Forever

  7. text

    Selezione naturale e Darwinismo

    Un paese fatto di persone:

    - che condividono link-paranormali da siti bufala;
    - che scrivono “rosso” sotto una foto “per scoprire cosa accade”;
    - che credono alle scie chimiche e alle infezioni da shampoo su Facebook, ai “VIDEOincredibiliCONDIVIDIsubitoPRIMAcheSIAtroppoTARDI.org”;
    - che si affidano a Vannoni per curare casi disperati di persone già disperate;
    - che si basano solo su “Le Iene” per avere una percezione della realtà;
    - che manda in Parlamento un branco di menomati che combatte contro il “grano saraceno,” si allea con Farage e che poi vede respinte tutte le candidature dei propri eurodeputati;
    - che fomentano un pagliaccio che parla di processi via web, stampanti 3D, etc.;
    - compresi albergatori che protestano contro Tripadvisor (come osano le persone parlare male dei miei servizi di merda?), Expedia, Booking (cavolo, addirittura esistono intermediari che vogliono essere pagati, pensa tu!);
    - che compongono anche una delle caste peggiori (i tassisti) che si scaglia contro Uber (la concorrenza nel 2014? SIETE PAZZI?!);
    - che, nonostante i presupposti, sente questi personaggi parlare di futuro e innovazione…

    …e che ora non vaccina più i propri figli.
    Selezione naturale e Darwinismo are the new “olocausto.”

  8. text

    Macalli attacca Agnelli: "Senza il cognome lavorerebbe al tornio" - La Gazzetta dello Sport

    Fantastico Macalli sugli Agnelli, finalmente.

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  10. text

    La nazionale è lo specchio del paese, aka: “dagli al negro, che ci conviene.”

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    [Nella foto, il negro sacrificale]

    Provo pena e sono schifato per quello che leggo e sento negli ultimi giorni. Ho avuto conati di vomito nel leggervi.

    Il tiro a segno contro Mario Balotelli è qualcosa di osceno, che solo media in mano a mentecatti parcheggiati da decenni come i nostri e che solo un popolo becero come il nostro potevano partorire. Si perché alla fin fine reagite tutti allo stesso modo agli input che arrivano dalla voce unica. La voce che si trasforma in vox populi.

    Dall’alto del loro grande esempio di personalità rette e dal basso dell’ignoranza calcistica e sociale de i più, vi hanno propinato il capro espiatorio, il “negro sacrificale”. Sì, quel negro sacrificale che serviva ai cosiddetti “senatori,” che mai lo hanno digerito; quei grandi uomini che pochi minuti dopo la partita con l’Uruguay e guidati dal prode Buffon, lo hanno scaricato e incolpato di tutto. Ma proprio tutto, come se una squadra di calcio non fosse formata da 11 giocatori.

    Il Gigione nazionale ha parlato per tutti gli antipatizzanti, facendo l’elogio dei senatori (cioè di se stesso e di qualche suo amico) e criticando ‘fenomeni che poi in campo non esistono’. “C’era già stato un antipasto all’intervallo, quando Prandelli aveva deciso di sostituire Balotelli pare proprio su sollecitazione dei suddetti senatori, oltre che per il fondato timore che si facesse espellere. Prandelli gli ha spiegato pacatamente che lo sostituiva per il cartellino rosso pendente, Balotelli non ci ha creduto ma ha resistito all’istinto di lasciare lo stadio. Ha seguito il secondo tempo dalla panchina, con le lacrime agli occhi. Poi in silenzio ha dribblato tutti i compagni.”

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    [Messaggio per gli “amici” giornalisti.]

    Non importa poi, se abbiamo preso gol dall’Uruguay quando Balotelli non era in campo; la coscienza nazionale individua un sol uomo come capro espiatorio perfetto: lui.

    Non importa se a scaricare ogni responsabilità di un Mondiale imbarazzante sono stati dei personaggi/calciatori che hanno ben poco o niente da insegnare, sia in campo che fuori (si va dall’acquisto di diploma al calcio-scommesse, dalla gomitata gratuita con 4 giornate di squalifica nel Mondiale 2006 - comportamento da Campione - a strani rapporti con una certa famiglia mafiosa e via discorrendo). Ma questo gli italiani non se lo ricordano, perché non hanno mai avuto una memoria storica o politica, figuriamoci nello sport.

    Mario, ahilui, rappresenta una vera e propria anomalia italiana. DI Balotelli si parla infatti da quando ha 17 anni, e ora che ne ha circa 24 ed è stato investito di un ruolo che un giocatore normale ottiene, se è un campione, molto più tardi - lo è ancora di più. Sì perché il suo vero problema è che sa benissimo di essere più forte degli altri, prerogativa di tutti i più grandi. In più non lo nasconde, e nel Paese del “si fa ma non si dice”, regola omertosa basilare quando si parla di calcio, non devi mai toccare chi conta.

    Quindi: scopa chi vuoi, pippa, fai tutte le cazzate che ti senti di fare, ma lascia stare chi conta veramente e se ti beccano, dì che ti dispiace un sacco che quello che conta è dio, la famiglia e un governo che garantisca stabilità per gli investimenti.

    Balotelli, che non brilla per lungimiranza, è ovviamente uno che ragiona impulsivamente, ma che non ritiene - giustamente - di aver fatto nulla di male o di cui vergognarsi. È tamarro, sfrontato, quello che volete: ma è sincero.


    [Una delle composte reazioni dei “campioni” nei confronti di Mario.]

    Per chi conosce il calcio oltre la lettura sommaria del quotidiano rosa, il gruppo juventus - dominante in azzurro (contro l’Uruguay sei titolari su undici erano bianconeri) - lo detesta da sempre con l’eccezione di Marchisio, che non a caso non è un indiscutibile (senza infortuni vari, non avrebbe giocato titolare). Già, ma perché Balotelli è così antipatico ai più?

    Facciamo un passo indietro, perché bisogna ammettere che Mario ce ne metta tanto del suo. Spesso in campo ha un atteggiamento irritante ed è un corpo completamente estraneo alla squadra o a quello che gli accade intorno. Epperò. Però gli basta una giocata per accendere la luce. Platini diceva che era Bonini quello che doveva correre al posto suo, ché lui era Platini. Balotelli non arriva a tanto, perché non è ancora Platini e chissà se lo sarà mai.

    Questo però non autorizza i suoi compagni, o addiritura quello che dovrebbe essere il capitano della squadra, ad additarlo come unico responsabile della disfatta azzurra. Quanto è meschino un tale atteggiamento da parte di un capitano? Cosa doveva fare il negro sacrificale? Scartare tutti, passarsi e crossarsi la palla da solo, per poi fare gol? Trasformare lo spumeggiante e futuristico gioco della nazionale in 4 gol a partita? E pensare che il calcio era uno sport di squadra. Almeno fino all’altro ieri.

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    [Diciannove anni: alzati, Cristiano.]

    E del vero responsabile, prima di Balotelli e di tutti? Sì, Prandelli. Un allenatore mediocre con un repertorio di soluzioni e di movimenti di squadra praticamente nullo. Un allenatore nel pallone più totale a partire dalle convocazioni, passando per una squadra zeppa di palleggiatori e addormentatori di gioco, finendo per un confusionale modulo-torello da cacasotto senza punte. La squadra non riusciva nemmeno a salire o a prendere falli nella trequarti avversaria. Però si passava benissimo la palla in orizzontale.

    C’è poi chi dice che con l’Inghilterra Mario si fosse mosso poco e male, peccato però che nessuno sul gol abbia notato un movimento perfetto. Balotelli ha aspettato la finta di Candreva per non far capire a Cahill dove avrebbe tagliato. Cosi Cahill è rimasto a metà strada: gol.

    Ma queste cose i più non le vedono, sia perché i più non capiscono un cazzo di calcio, sia perché alla fin fine i più non sono nemmeno in grado di farsi un’opinione propria, ma aspettano che sia qualcun altro a dirgli come e cosa pensare.

    Tante altre cose non sono state scritte. Per esempio non è stato scritto che alla fin fine Pirlo abbia giocato bene solo una partita su tre e che Buffon e Chiellini (protagonista di un Mondiale penoso) sono stati i responsabili della sconfitta contro il Costa Rica. Non è stato scritto nemeno che sì, tutto quello che volete, ma Darmian piace perché è uno che corre. E basta. De Sciglio, Abate, Immobile, Insigne, ecc…non hanno un minimo di esperienza internazionale; questa squadra non era certo in grado di vincerlo il Mondiale, ma di passare il girone, .

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    [L’ammonizione di Balotelli contro l’Uruguay.]

    Troviamo però un’eccezione che risponde al nome di Verratti. Lui sì che piace, perché è il prototipo perfetto del giocatore adorato dal sistema calcio italiota: è bravo, ha piedi buoni, non sa parlare in italiano, ma ha quel retrogusto di festa di paese che ispira tanta umiltà. Una certezza per addetti ai lavori e tifosi.

    C’è poi l’ambiente, atro capitolo di cui si potrebbero scrivere migliaia di cartelle. Un sistema-Paese noto per essere antitesi della meritocrazia, basato su comitati d’affari, clan, sorrisi falsi, sepolcri imbiancati e gente sempre pronta ad accoltellarti alle spalle per evitare il rischio che sia tu a farlo per primo. E questi sono i suoi lati migliori. Il calcio ne è la summa, la psicosi collettiva di questo Paese: entro i suoi confini, tutto il peggio viene moltiplicato esponenzialmente.

    Traduzione: i giovani devono stare sempre zitti e cogliere le loro occasioni, quando capitano, fa niente poi se i giornali scrivono che la nazionale soffra il fatto che i giovani non hanno spazio e non ci sia ricambio. Diciamo che c’è qualcuno che in passato ha provato a denunciare certe cose - gente come Zeman o Miccoli - ma alla fine sono stati puniti, estromessi, mandati al confino. Si è poi scoperto che avevano ragione, ma ormai era tardi per loro.

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    [2012: Balotelli piange dopo la sconfitta con la Spagna.]

    Insomma, nel 2012 era bello sentirsi fighi e quasi Campioni grazie ad un nero, ma in caso di tracollo si può sempre e facilmente tornare alla versione “negro sacrificale.” Quel Balotelli che ha fatto e fa la fortuna di molti giornalisti che manco riescono a guardarsi allo specchio e di molti media che si nutrono di click dei tifosi, di polemiche gratuite che alla fine rovinano la vita di una persona da quando era poco più di un bambino. Fanno di tutto per dipingerlo come un cattivo: l’uomo nero delle storie per bambini.

    Fa sorridere invece andare a spulciare tra le sue malefatte, quelle che lo hanno definito come un bad boy: aver dato fuoco al bagno di casa con dei petardi, aver tirato freccette e aver risposto «Because I’m rich» ai poliziotti inglesi che gli chiedevano perché tenesse 5.000€ cash nell’auto. 

    L’invidia inconscia mescolata col razzismo: a un’enorme parte della nazione rode il culo che Mario Balotelli sia forse l’unico nero milionario in Italia, abbia più di una Ferrari, si scopi donne che loro non potranno mai scoparsi e conduca una vita che nessuno di loro potrà mai vivere. Ci tengo anche ad aggiungere che, vista l’età, si accontenta di pochi e “semplici” scelte: io, per esempio, avrei comprato un jet privato con dentro una pista di kart, uno yacht da parcheggiare in Piazza Duomo a Milano (gettando l’ancora sopra la Madonnina) e altre cose che non sto qui a raccontarvi.

    Vi svelo un segreto: Balotelli è un ingenuo. E si fa fottere dai Raiola e dai giornalisti che venderebbero il loro culo e sarebero persino disposti a vederlo in carcere pur di far eiaculare di click la barra destra dei loro giornali

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    [Quanti ricordi, Mario. Poi hai gettato tutto al vento.]

    Siamo usciti meritatamente, senza un colpevole, ma con tanti colpevoli. Invece di puntare il dito su tutti i responsabili, se ne è trovato uno. Su tutti i giornali, le tv e i social media, si parla solo di Balotelli e di quanto ci abbia deluso. Agli intervistati si chiede cosa ne pensano del Mondiale di Balotelli, non di quello di Chiellini o De Rossi. Solo quello di Mario.

    Uno scatto come quello di Buffon e De Rossi per correre ai microfoni a sputare sul compagno negro e antipatico, in campo non l’ha fatto nessuno.

    Ma, caro Mario - ti scrivo queste parole mentre avrai già deciso il prossimo paese in cui andrai a giocare, sicuramente più civile del nostro: non prendertela.

    In fondo loro, sono molto più negri di te.

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