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    Sentenze

    Certo.

    Per uno strano destino oggi sono arrivate due sentenze che aspettavamo da tempo: Berlusconi decide di fare un passo indietro non prima che lo spread Btp/Bund abbia toccato quota 500 punti base e in serata è arrivata la sentenza di primo grado su Calciopoli.

    Per chi ci legge, nessuna sorpresa: la storia degli associati per delinquere la conoscete benissimo. Ci piace però dedicare qualche pensiero alla bile dei negazionisti, delle vedove piangenti dell’anima uggisa, dei lobotomizzati acquirenti di Tuttosport, degli scarpari desiderosi di costruire Cittadelle dello sport, di ristoratori carbonari, di arbitri in grado di realizzare capolavori e a designatori esperti di calciomercato (arbitrale).  

    Fino ad oggi gli illustri giureconsulti che stazionano nella redazione del quotidiano umoristico nerazzurro (nel senso che ci regala risate grasse quanto Ronaldo) ci avevano assicurato che il processo di Napoli ‘lo stiamo vincendo, lo stiamo vincendo!”, per citare una mitica frase, quasi fantascientifica, di Maurino Suma.

    Alvaro Moretti e Guido Vaciago, coadiuvati dai giuristi per caso provenienti dal florido vivaio Cepu non avevano dubbi: ‘Giraudo è stato condannato solo perché ha scelto il rito abbreviato’, ‘a Napoli sta uscendo la verità su Farsopoli’, due dei leit motive più gettonati dai tifosi della banda bassotti della storia del calcio italiano.

    E ora cosa scriveranno domani? Ci piace immaginare prime pagine listate a lutto con l’indicazione del solito complotto di guidorossimorattitronchetti, invece di scuse (seppur patetiche) per aver preso per il culo gente incapace di intendere e volere.

    Ci piace immaginare la faccia della vedova con la tessera gold, Criscitiello Michele, un nome un programma, su Sportitalia, mentre parla del suo direttore col faccione tristemente solcato da lacrime intellectuali.

    Ci piace immaginare quella prima pagina di Padovan ‘Pulita solo la J**e’ o quella anche migliore dell’‘Inter, rischio B’. E ci attraversa un sottile godimento, di quelli che saltano fuori quando sai che hai fatto la cosa giusta e i frutti sono stati solo la ricompensa delle scelte che hanno un sapore di buono.

    Perché l’Inter in tutto questo non c’entra niente (N-I-E-N-T-E). A dispetto di intercettazioni madri, figlie, nonne e zie, di campagne mediateche volte a gettare camion di rifiuti su una società che con certa gentaglia non ha avuto molto a che spartire.

    Lo scarparo delle Hogan & fratello sono stati condannati anche loro. Il primo dei due, quello che pontifica di buona politica sulle tv nazionali e non,  ha ricevuto i suoi 15 mesi di reclusione (e 15 al fratello in c/c). Moratti lo andrà a trovare durante l’ora d’aria, si siederà sul tavolo e gli spiegherà una volta per tutte che alcune partite della Fiorentina nel lontano 2004-2005 erano match di wrestling, proprio come quelli in cui partecipava l’altro Hogan. Hulk.

    Dobbiamo dare ragione anche a Innocenzo Mazzini (2 anni e 8 mesi) che al telefono diceva a Lotito ‘t’arrestanoooooo’. Al presidente moralizzato e didascalico, infatti, sono stati inflitti un anno e 3 mesi. La cosa simpattìca è che il tizio in questione, questa estate, ha dovuto giudicare sull’assegnazione dello scudetto del ’06. Solo in Ita(g)lia può succedere una cosa del genere.

    E qui entra in scena anche il presidente Ovino, il negazionista per eccellenza che si sciacqua la bocca con colluttorio, prescrizioni e sonosempre29. Il culmine l’ha raggiunto nell’acclamazione nell’assemblea per gli azionisti della J**e di un associato per delinquere. Una degna istantanea che spiega alla perfezione  i 100 e rotti (forse sempre29) anni della ingloriosa storia bianconera.

    Non ci siamo dimenticati di Paolo Bergamo. Il miglior ricordo di lui fu alla presentazione del suo libro “Sono morto in una notte di luglio” (strana coincidenza con l’anima uggisa). Eravamo seduti vicino a Gianfelice Facchetti e gli chiedemmo a cosa gli servissero le sim svizzere. Non ci volevamo credere, ma abbiamo sentito con le nostre orecchie un ‘parlavo di calciomercato con Moggi’. Ci vorrebbero dei mesi aggiuntivi, a mo’ di aggravante, per ‘sostenimento di cazzate’.

    Ovviamente non poteva mancare al tavolo di Della Valle, il ristoratore di Lodi, Leonardo Meani (un anno). Anche se di lui si sono perse le tracce, come solo il reparto coperture di Mediaset sa fare. Dovunque sia, gli auguriamo un futuro migliore del passato da co.co.co (cit. Cantamessa).

    E veniamo a lui, a Don Luciano, l’associato numero due insieme a Giraudo Antonio, colui che pontificava sulla moralità dei 100 mln che Moratti spendeva ogni anno. Aver infangato la memoria di Facchetti grazie ai cani da compagnia capitanati dal fido Italo a Cuccia resta la colpa più grave. 5 anni e 4 mesi al capo della cupola (e le dimissioni annunciate da Silvio B(B)): un bel messaggio per l’Italia, per lo sport e per chi vince senza rubare.

    Ps: Questa la reazione alla sentenza è apparsa sul sito della J**e:

    “Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale J**entus è stata l’unica società gravemente colpita e l’unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni. J**entus proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento“.

    Sembra un comunicato scritto dopo una sentenza di assoluzione per Moggi. Rimaniamo senza parole, ci hanno rubato anche quelle.

    (Sentenze)

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